|
Lo ricorderemo così: sorridente, allegro, impegnato sulla bici, sempre attento ai rapporti con gli amici. E gli amici chi erano, se non innanzitutto quelli che con lui dividevano le gare e gli allenamenti. Ma Stefano Vida è stato anche un uomo che ha saputo infondere entusiasmo per il ciclismo ai ragazzini di Buja. Come non ricordarlo così?
“La società Bujese era diventata una sua seconda casa”, il tetto della famiglia Cattarino un “rifugio”, un posto ove Efrem lo ascoltava, dove Stefano raccoglieva incoraggiamenti. Da qui partiva in allenamento con i suoi giovanissimi rampolli, ma dove lui ritornava alla sera, prima o dopo cena i Cattarino sapevano che ritornava.
Stefano ci ha lasciato un bellissimo e umano ricordo.
Aprire il suo album è come ritornare giovani... C’è un attestato di benemerenza “All’atleta M iniclista Vida Stefano per l’attività svolta durante il 1972”. Ma c’è anche una foto dell’agosto ’70 a Savorgnano: sta su una biciclettina dove forse già sognava traguardi lontani, la maglia di lana della Cosatto.
Nell’81 Stefano era dilettante con la Sanvitese Del Mei: un nono posto alla sua prima corsa tra i “puri” a Castello Roganzuolo, ottima sensazione all’esordio! Poi subito un 6° posto nel circuito di Mareno di Piave, 4° a Oderzo, 6° a Cesarolo, 9° a San Stino di Livenza.
Nell’82 veste la maglia della Domus Italica con diesse Anselmo Carnieletto, in squadra anche Daniele Canesin da Cervignano. È 9° a Pianzano, alla Popolarissima di Treviso giunge 13°, in Austria a Ferlach dove arriva la tappa dell’Alpe Adria proveniente da Osoppo è 5°. Ma è al Giro del Friuli che si fa notare. Alla prima tappa con arrivo a San Vito è 4°; alla terza tappa con arrivo a Terenzano è 3°; nella quarta tappa e ancora 4° e guadagna il 7° posto in classifica finale. Veramente bravo e continuo nelle sue prestazioni. Poi ancora ottime cose fa vedere nell’indicativa per il Giro d’Italia “Trofeo Bottecchia” con arrivo a Barcis dove è ottimo 4°. Viene convocato dal tecnico regionale Manlio Berlasso al Giro d’Italia assieme a Mario Condolo, Roberto Toffoletti, Daniele Del Ben, Giancarlo Bada e Mario Del Pup. Alla prima tappa a Treviso è 13°, avrà il miglior intertempo nella cronoscalata Gabicce Mare-Gabicce Monte di km 22 che sarà vinta dal campione del mondo. All’arrivo ad aspettare Stefano, comunque, il bacio delle miss. Poi altri bei traguardi... è 4° in Cima Col Alt prova del trofeo tricolore, 7° a Quinto di Treviso. Chiude l’82 con 61 corse e 24 punti Fci.
L’83 lo vede con la casacca della Carnica Assicurazioni: è 8° a Castello Roganzuolo, ma il suo giorno è sabato 14 maggio. Il Giro del Friuli arriva in circuito finale a Moruzzo: Stefano vince! È gioia immensa. Scriveva Rino Nini “prima firma” regionale sulle pagine del Gazzettino: “Commossi anche Ivana, Alfio e Cristina Vida, genitori e sorella di Stefano, un tricesimano che con la sua vittoria a Moruzzo ha infranto la superiorità di avversari “stranieri” che correvano sotto l’ala di grosse società e con compagni di squadra di livello nazionale”. Sul podio Vida ha detto: “Ho avuto il merito di capire quando era giunto il momento di uscire dal gruppo e tentare la fuga, con Montani e Sgaravato ho trovato subito l’accordo, poi nel finale Montani mi ha aiutato nello sprint finale”. Intelligente! Finirà l’83 con un 3° posto nella quinta prova del trofeo Tricolore.
Nell’84 è in Toscana assieme a Condolo nella Lumas di Empoli. Sarà 10° nel campionato regionale, poi agguanta la maglia di capoclassifica al Giro dell’Umbria, 2° a Foligno.
Ma l’85 è dietro l’angolo, sarà l’ultimo anno di agonismo: si ritira il 30 giugno dopo aver conseguito quattro piazzamenti nei primi dieci.
Ciao Stefano! Hai saputo essere atleta e tecnico, ciclista umano e vincitore.
Così lo ricordano... gli amici di bici. |